Paolo Pirani

Credits by: Ansel Adams

Ansel Adams è stato uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi. Famoso per i suoi paesaggi americani in bianco e nero, è considerato uno dei padri della fotografia moderna.

All’epoca di Adams era ancora viva la battaglia per far accettare la fotografia come una forma d’arte piuttosto che come semplice mezzo per riprodurre la realtà. L’arte è sempre stata associata al lavoro, al sentimento e all’interpretazione che l’artista dava della realtà. L’arte è innanzitutto creazione e, come diceva Matisse, “dove non c’è creazione, non c’è arte”.

“Chi vede correttamente la figura umana? Il fotografo, lo specchio o il pittore?”
Pablo Picasso

La fotografia, per i suoi detrattori, era invece un mezzo meccanico, una scoperta tecnologica non molto diversa da un cannocchiale o una macchina a vapore. Permetteva di fare una cosa prima impossibile: catturare un’immagine. La fotografia nasce come una scienza, non come un mezzo artistico. Una grande invenzione per riprodurre inalterato il reale. Senza passare per un filtro umano non c’è arte era il discorso di fondo.

“Non fai solo una fotografia con una macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, e le persone che hai amato”
Ansel Adams

Per Ansel Adams invece la foto arriva al termine di un processo creativo.
C’è un lavoro dietro un grande scatto: il tempo per imparare i segreti della macchina, il tempo impiegato per trovare il luogo giusto, la luce giusta o magari il tempo necessario per entrare in confidenza con il soggetto della propria foto.

E soprattutto c’è la visualizzazione come capacità fondamentale. Questo è il processo con il quale il fotografo interiorizza lo scenario esterno. Ciò che rende uno scatto grandioso è proprio l’abilità dell’autore di non essere uno spettatore che registra eventi, ma un agente creativo che visualizza nella sua mente quello che vuole mostrare. Dietro la fotografia come arte ci sono  fiumi di storie, di scelte che rendono questi scatti unici, che li rende creazioni. Dentro c’è l’uomo.

E oggi? Nell’era dell’ultra photoshop e nell’oceano di trilioni di foto al giorno che “documentano” la nostra vita, come è cambiata la fotografia come espressione artistica?

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