Tony Menias

“L’empatia è la forza che ci connette come esseri umani con il mondo che ci circonda. Senza, non me ne importerebbe nulla di ciò che avviene intorno a me…figurati documentarlo…“

Come è iniziato il tuo percorso artistico? Quando hai incontrato la fotografia e come hai deciso di farne il tuo mezzo espressivo?

Sono entrato i contatto con l’arte la prima volta alla scuola media frequentando un corso di teatro dove recitavo e cantavo. All’incirca nello stesso periodo mio padre, anche lui un appassionato di fotografia, mi regalò la mia prima macchina fotografica…la portavo ovunque, documentando le mie giornate a scuola e le uscite con gli amici. All’epoca le mie foto non avevano nulla di artistico, e non l’hanno avuto per molto tempo, fino a quando crescendo la mia visione del mondo si è evoluta. Purtroppo, quando ho finito le scuole superiori mio padre venne a mancare e quindi ho deciso di onorarlo seguendo le sue orme e diventando un medico. Lasciai alle spalle la mia vecchia vita e andai ad abitare in Egitto con mia madre. Una volta iscritto a medicina è iniziata una nuova era della mia vita e vivere in un paese in via di sviluppo ha allargato la mia prospettiva sul mondo. Iniziai a vedere le cose diversamente e la mia piccola fotocamera mi tornò utile per catturare queste novità…la fotografia divenne la mia principale fonte di espressione artistica!

Come tuo padre hai unito la carriera da medico con una sincera passione per la fotografia. Hai mai sentito una connessione personale tra questi due ambiti così diversi?

Certamente. queste due realtà sembrano molto diversi ma entrambi hanno le proprie radici in una cosa: l’empatia. L’empatia è la forza che ci connette come esseri umani con il mondo che ci circonda. Senza, non me ne importerebbe nulla di ciò che avviene intorno a me…figurati documentarlo…

Il nome del tuo sito è beloveful.com. È un nome interessante…cosa ci dice della tua relazione con la fotografia?

“Fai in modo che tutto ciò che fai sia fatto con amore” è un verso della Bibbia che mi ha sempre colpito particolarmente. Beloveful è una parola che ho creato per racchiudere ciò in cui credo, come mi comporto e come vedo il mondo!

Sei un viaggiatore seriale e i tuoi lavori documentari e di street photography sono la prova di un occhio curioso. Qual’è il viaggio che ti ha toccato di più? Come mai?

Il viaggio che mi ha segnato di più è quello che ho fatto come medico in Etiopia nel 2014. Ho visto un paese profondamente colpito dalla povertà e sottosviluppato, ma allo stesso tempo così ricco di bellezza e cultura.

Ti interessa più documentare quello che vedi o preferisci essere il narratore dei luoghi che attraversi? C’è una differenza tra le due cose per te?

Personalmente, credo sia la stessa cosa. Ho scelto di documentare come il mondo mi appare. C’è una storia dietro ognuno di noi, e credo che tutte meritano il loro spazio.

Viaggiare e scattare foto, particolarmente in aree remote, deve essere molto diverso oggi rispetto a 30 anni fa. Che ruolo pensi che Internet, e i social media in particolare, abbiano giocato nel modificare la percezione della fotografia e dei fotografi?

Internet, e la tecnologia in generale, hanno avuto un ruolo vitale nello sviluppo dell’industria turistica. I posto “remoti”, oggi non sono più così remoti…chiunque può prendere un biglietto per l’altro capo del mondo in pochi minuti. La pazienza è sempre più rara e la richiesta per un piacere immediato sta purtroppo crescendo.

I social media connettono il mondo, ma ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro. Invece di aspettare l’uscita dell’ultimo National Geographic, abbiamo a portata di dito le immagini spettacolari delle mete più esotiche che possiamo immaginare. Instagram ha contribuito a permettere alle persone di vedere i luoghi un tempo nascosti del mondo. Chiaramente questo ha la sua contropartita: i luoghi sacri sono stracolmi oggi di turisti e le spiagge, un tempo pulite, ora sono sporche…

Le piattaforme come Facebook ed Instagram hanno inoltre aiutato a sviluppare nuovi settori della fotografia…i selfie non esistevano, mentre oggi è meglio evitare le zone turistiche per non essere sciabolati da un selfie stick! 

Tutti possono scattare una foto, ma l’arte della fotografia rimarrà riservata per gli entusiasti.

Una delle tue serie è “City and Architecture”. Quali sono gli elementi chi più ti intrigano visivamente di questi contesti?

La capacità tutta umana di stare in piedi ci ha dato la possibilità, per la prima volta, di cogliere gli angoli in modo diverso. Imitiamo questo prospettiva in tutto ciò che costruiamo. Dai tempi antichi, ad oggi, ci circondiamo di linee. Le linee ci aiutano ad accentuare la profondità, la prospettiva ed i rapporti tra le dimensioni. La street photography non sarebbe ciò che è senza le nostre città e l’architettura.

Sei riuscito a passare, in sicurezza, da una stabile carriera come medico a quella di fotografo a tempo pieno. Come mi sei riuscito? Qualche consiglio che ti senti di dare a che voglia provarci?

Non lo definirei un passaggio “in sicurezza”…infatti non sarei dove sono adesso senza i numerosi fallimenti e le molte sfide che ho incontrato. La mia passione per la fotografia, e il sostegno della mia famiglia, mi ha permesso di continuare a migliorare in ogni momento. Il mio consiglio, per chiunque stia inseguendo i propri sogni è: fai ciò che ami e ama ciò che fai. Sennò, perché farlo??

Di cosa non puoi fare a meno quando scatti, eccetto la tua fotocamera?

Una piccolo zainetto che generalmente contiene una guida turistica, dell’acqua, degli snack, batterie, lenti e memory card extra oltre che una fotocamera di riserva 🙂

Un fotografo in vita che ci vuoi consigliare?

Gran parte della mia ispirazione nasce dal leggere National Geographic da ragazzino. Uno dei fotografi che più mi hanno influenzato è certamente Steve McCurry. Il suo lavoro continua ad ispirarmi ancora oggi e sogno di lavorare con lui e così apprendere da un vero maestro.

Prossimi progetti?

L’Africa sub-sahariana è nella mia lista dei desideri. Da sempre è il mio sogno riuscire a catturare la vita quotidiana delle tribù indigene e poter ammirare quei paesaggi mozzafiato.

Credits: Tony Menias

Ecco alcuni contatti per seguire tutti i suoi lavori:

Website: https://beloveful.com/

Instagram: https://www.instagram.com/Beloveful/

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