Paolo Pirani

Roman Gulman: “I volti delle persone mi interessano molto di più delle nature morte, dei paesaggi e dei corpi. Il viso è la cosa più difficile da disegnare ed è sempre intrisa di misteri.

Roman Gulman è un pittore che si dedica a ritratti nei quali i colori sono parte integrante dell’espressività dei volti.

Nell’intervista realizzata con lui ci spiega il suo processo creativo, la situazione dell’arte in Israele, il percorso che lo ha portato a vivere di pittura e molto altro ancora. Buona lettura

Quando hai capito che la pittura era qualcosa di più di una passione, ma la cosa che volevi fare più di ogni altra?

Ho iniziato a dipingere nel momento in cui sono diventato consapevole di me stesso come persona, anche se ho iniziato a studiare formalmente la pittura e gli artisti a tredici anni. Invece ho capito che di questa passione potevo vivere solo superati i trentanove anni, quando ho iniziato a dipingere ad olio e ho visto che le persone compravano i miei quadri…i soldi sono un’eccellente forma di motivazione!

Il tuo lavoro è incentrato sulle figure umane, e sui volti in particolare. Puoi spiegarci perché. Quali sono i passaggi con i quali arrivi ad un ritratto finito?

I volti delle persone mi interessano molto di più delle nature morte, dei paesaggi e dei corpi. Il viso è la cosa più difficile da disegnare ed è sempre intrisa di misteri. Spesso ritraggo persone che non conosco e quindi è la mia  stessa mente che ne crea il carattere oltre ad un immaginario mondo interiore. Per semplificarmi un po’ le cose, inserisco quasi sempre elementi delle facce dei miei amici nei volti che dipingo…

Il procedimento che uso è quasi sempre lo stesso. Una volta trovato il volto che voglio dipingere rovistando tra varie fotografie e settimanali cerco poi di scoprire chi è quella persona e da dove viene. Dopodichè faccio degli scatti ad amici e conoscenti a seconda della prospettiva che voglio realizzare. Spesso poi faccio degli aggiustamenti con Photoshop, da cui iniziare finalmente a fare qualche schizzo. Solo dopo tutto questo inzio a disegnare veramente…

L’uso dei colori è particolarmente importante nel tuo lavoro. Come scegli quali usare?

L’utilizzo dei colori e la loro combinazione è un lavoro puramente intuitivo, con l’idea ovviamente di rendere ogni quadro differente da quello precedente. Vent’anni di lavoro come art director nel mondo della pubblicità certamente mi aiuta parecchio…

Prima di trasferirti in Israele all’età di 17 anni sei cresciuto in Ucraina, allora Unione Sovietica. Cosa ti ha lasciato quella terra?

Il mio amore per l’arte è nato in Ucraina. Le scuole di pittura sovietiche, il numero incredibile di musei che lì ho visitato con i miei genitori, le prime lezione di disegno…tutto questo ha lasciato una traccia indelebile nella mia anima. Oltre all’amore eterno per l’arte.

Come è la situazione dell’arte in Israele?

L’universo artistico in Israele vive un momento di forte crescita. La pittura è più tendente all’astrazione rispetto ad altri paesi…Gli israeliani sono felici di spendere nell’arte e gli artisti sono sempre di più. Allo stesso modo la qualità dell’insegnamento nelle accademie cresce esponenzialmente insieme al numero delle gallerie…anche se molti ancora partono per studiare fuori.

Quale è la tua posizione rispetto al (de)costruttivisimo nel mondo della pittura?

Questro aspetto, analogo alla reinterpretazione e riassemblaggio dei concetti in ambito filosofico, oggi mi appassiona di meno, pure se riconosco che alcuni aspetti sono tuttora presenti nel mio stile pittorico e certamente hanno condizionato la mia mente. Penso proprio che nei prossimi cinque anni la pittura andrà incontro a cambiamenti significativi…l’arte figurativa continuerà indubbiamente ad esistere, ma sicuramente sarà diversa.

Dipingi partendo da fotografie o con dei modelli dal vivo?

In genere dipingo partendo da fotografie. Anche quando inizio dipingendo qualcuno dal vivo alla fine mi aiuto sempre con la fotografia. Sai, un quadro può prendermi intere settimane e non c’è motivo per tormentare nessuno così a lungo!

In base a cosa scegli i tuoi soggetti?

La scelta del soggetto avviene in un istante…ma la ricerca può durare per giorni interi.

Qual’è l’elemento a cui non puoi rinunciare per lavorare?

Sicuramente l’ispirazione. Mi capita di non dipingere per settimane…e poi invece in altri momenti dormo al massimo quattro re per notte e passo giornate intere con il pennello in mano. 

Il consiglio che vorresti dare a Roman Gulman quando era più giovane??

Certamente se avessi iniziato prima a dedicarmi seriamente alla pittura sarebbe stato meglio…quindi mi darei il prima possibile questo semplice consiglio: inizia ora, non rimpiangere né la l’energia né i soldi, ma vai fino in fondo perchè alle persone piace quello che fai e tu hai del talento!

I tuoi prossimi progetti?

Tra un mese i miei quadri saranno in mostra in Francia. Per il momento tutta la mia concentrazione e i miei sforzi sono per migliorare e dare il massimo per  la galleria che mi rappresenta.

 

Per scoprire tutti i lavori di Roman, seguilo su Instagram 

Credits by: Robert Gulman

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