Paolo Pirani

Roberto Conte: la fotografia tra architettura e abbandono

Il lavoro fotografico di Roberto Conte (1980) si concentra sui manufatti umani. Fabbriche in disuso, interni di moschee ad Istanbul, palazzetti dello sport o i palazzoni popolari delle città. Ma anche scatti alle opere di artisti come Edoardo Tresoldi e Borondo. Nelle sue foto non compaiono praticamente mai persone, ma tutto quello che vediamo è profondamente umano.

Ecco una breve intervista realizzata con lui.

Monumento di Bogdan Bogdanović (1978-1981). Popina, Serbia. © Roberto Conte (2017)

Cosa ti ha spinto nel mondo della fotografia e dell’arte in generale?

La curiosità, pura e semplice. Sono sempre stato interessato a conoscere opere, architetture e luoghi, sia nei libri sia esplorando fisicamente lo spazio.

 

Fotografia e architettura. Dove e come si sono incontrate nella tua storia?

L’innesco, diciamo così,  è stata l’esplorazione di aree abbandonate industriali intorno a Milano, vicino a casa mia, e ho così iniziato a scattare foto all’interno di questo tipo di luoghi. In poco tempo ho sviluppato una preferenza per l’interpretazione fotografica delle strutture e le linee delle architetture, piuttosto che i dettagli o altri elementi, ed è stato naturale iniziare a scattare anche in altre tipologie di edifici che prima osservavo senza macchina fotografica e cavalletto.

Padiglione della Santa Sede - Cappella per San Giorgio Maggiore, di Sean Godsell (2018). Biennale Architettura 2018 / Venezia, Italy.© Roberto Conte (2018)

Cosa trovi nei luoghi abbandonati che non vedi nei luoghi affolati? Come li approcci e come ti ci relazioni?

Difficile rispondere in poco tempo, dato che sono temi su cui potrei parlare davvero per ore! Sicuramente sono affascinato dal fatto che all’interno di questi luoghi il tempo è quasi sospeso, una parentesi nella vita delle architetture che ha una poesia intrinseca e che spesso racconta anche la storia del luogo stesso come difficilmente si potrebbe fare altrimenti. Di conseguenza, il mio approccio è basato sul rispetto, ad esempio non forzo e non rompo nulla per entrarvi e cerco di ridurre al minimo i segni lasciati dal mio passaggio.

 

Fotografare certi luoghi mette in discussione il concetto di bello e brutto e del ruolo dell’arte. Come?

Senz’altro vero, fotografare certi luoghi mette decisamente in discussione i concetti estetici e questa domanda vale in particolar modo in merito alle immagini di edifici brutalisti, uno stile architettonico che mi affascina particolarmente. Per quanto mi riguarda però si tratta di una contrapposizione che mi appassiona fino a un certo punto. Se di fronte a edifici liberty o a statue di Bernini il concetto di bello ha senz’altro una valenza e supporta anche se non esaurisce il mio desiderio di fotografare a volte opere di questo tipo, il fatto che le Vele di Scampia o il Corviale a Roma siano quasi dei prototipi di bruttezza, per molti, non riduce in alcun modo il mio interesse verso le stesse. Il punto è proprio questo, quanto un’architettura, un luogo, uno scenario urbano sono interessanti o meno? Sta agli occhi del fotografo,  in qualità di “selezionatore della realtà”, e di chi guarda le fotografie cogliere cosa è davvero stimolante. In questo senso la dicotomia bello/brutto perde molta della sua importanza.

Magazzino industriale abbandonato. Detroit, Michigan - USA. © Roberto Conte (2018)
Gran Moschea dello Sceicco Zayed, di Yusef Abdelki (1996-2007). Abu Dhabi, UAE. © Roberto Conte (2017)

Quale è il fotografo a cui ti senti più affezionato più affezionato?

Senz’altro Gabriele Basilico, grandissimo fotografo di architetture dotato di grande sensibilità e che ha fatto tantissimo e prima di molti altri.

 

Quale è la più grande soddisfazione che la fotografia ti regala?

Di fatto rappresenta un propellente infinito per la mia voglia di scoprire cose nuove e ovviamente interpretarle. Ovviamente ne regala molte altre ma questa è quella fondamentale e che cerco di non perdere mai di vista.

Villa abbandonata in Italia. © Roberto Conte (2018)
Basilica di Siponto, di Edoardo Tresoldi. Manfredonia, Italy. © Roberto Conte (2017)

Credits by: Roberto Conte

Per altri suoi lavori e scoprire i suoi prossimi progetti c’è la sua pagina Instagram 

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