NAM DAS

“Credo che le immagini che creo siano una specie di test di Rorschach per lo spettatore. Dipende tutto da come vogliamo percepire il simbolismo che utilizzo.”

Come è iniziato il tuo percorso nell’arte? Hai iniziato, poi, a lavorare come pittore a tempo pieno solo nel 2019…quale è stato il punto di svolta?

Ho iniziato presto quando avevo 6 anni. Già da bambino mi piaceva partecipare alle competizioni locali e, in questo periodo, ho scoperto il surrealismo. Ho passato delle fasi utilizzando tecniche diverse, dalle serigrafie alla pittura tradizionale o digitale. La svolta è arrivata quando mi sono reso conto di avere uno stile personale sul quale lavorare. Dopo aver provato cose diverse, sono tornato alla pittura ad olio ed ora la trovo infinitamente più piacevole. Tutto ciò che ho imparato lavorando nel graphic design mi ha permesso di creare il mio attuale senso estetico e, ad oggi, il mio processo creativo è una combinazione dell’approccio tradizionale con quello digitale.

I tuoi quadri sono fortemente aperti all’interpretazione di chi guarda…c’è tuttavia qualcosa che vorresti trasmettere?

Credo che le immagini che creo siano una specie di test di Rorschach per lo spettatore. Dipende tutto da come vogliamo percepire il simbolismo che utilizzo. Il nostro istinto ci porta a vedere dei pattern in ogni cosa e, a volte, arriviamo a regolare le nostre vite attorno a questi “segni”. Gli archetipi ricorrenti dei miei quadri riguardano lo sconosciuto, la trasformazione, i cicli, l’anima e l’animus e via dicendo…Se chi guarda riesce a sentire qualcosa che sia catartico per lui…beh allora ho fatto bene il mio lavoro!

"Non Plus Ultra"
"Embrace of the Serpent"

In effetti gli archetipi sono una fonte importante di ispirazione per i tuoi quadri. Quali miti, o storie archetipiche ti interessano di più? Ti senti più attaccato a qualcuna in particolare?

Sono affascinato dalle storie come quella di Gilgamesh che alla ricerca dell’immortalità inizia un lungo viaggio per incontrare l’uomo sopravvissuto al Diluvio o come quella dove lo stoicismo che Krishna insegna ad Arjuna, nella battaglia di Kurukshetra, in un momento in cui andare in guerra con i propri simili sembra un’idea molto criticabile. Io penso che ognuno di noi attraversa le stesse difficoltà e che attraverso queste storie possiamo trovare il modo per superarle e migliorarci.

Puoi dirci qualcosa di più, da filippino, sullo stato dell’arte nel tuo paese? 

Direi che viviamo in un buon momento: ci sono molti grandi artisti attivi in questo momento nel mio paese. Mi auguro che, nell’epoca di internet, le persone riusciranno scoprirne di più in futuro

Un artista da cui ti senti influenzato particolarmente? In che modo?

Il pittore svedese Anders Zorn. É famoso perchè utilizzava una tavolozza con soli quattro colori: bianco, rosso, giallo e nero. C’è qualcosa di questa “limitazione” che mi fa sentire come in una sfida con me stesso su ciò che posso realizzare.

Un artista che vuoi suggerire? Perchè?

Sicuramente il mio compaesano Rodel Tapaya. Mi tocca come riesce a portare un magico realismo nei suoi quadri surrealisti. I suoi soggetti vengono tutti dal folklore filippino…il modo migliore con cui posso descrivere i suoi quadri è che sono l’equivalente di leggere Gabriel Garcìa Marquez.

I tuoi prossimi progetti?

I miei lavori saranno all’interno di una mostra collettiva (“Ecstatic Flux”) offerta dalla galleria online “WOW x WOW”. Sarà dal 10 al 31 gennaio e io realizzerò due nuove opere per questo evento.

"Flora Fauna Marta"

Credits: Nam Das

Ecco alcuni contatti per seguire tutti i suoi lavori:

Instagram: https://www.instagram.com/thenamdas/

Website: https://linktr.ee/thenamdas

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