Paolo Pirani

Presenze

Il 22 Dicembre Michele Bellini avrà la sua prima personale a Palazzo Venezia a Roma. “Presenze” raccoglie una serie di lavori di questo giovane artista. Per conoscerlo meglio gli ho fatto qualche domanda. Ecco le sue risposte:

Cosa ti ha attratto nel mondo della pittura, dell’arte?

La libertà creativa che offre l’espressione artistica, un privilegio concesso a pochi altri mestieri.

Quale è la tua formazione nel campo?

Ho frequentato diverse scuole: il Liceo Artistico di Via di Ripetta a Roma, contemporaneamente la Scuola Romana dei Fumetti; in seguito mi sono laureato in Decorazione e Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Ho anche frequentato per sei mesi un corso intensivo di disegno alla Florence Academy of Art di Firenze fino a Marzo 2016.

Dicci qualcosa di più dei tuoi quadri. Da dove nascono? Quale è il processo che ti
porta a realizzarli?

Ho dei riferimenti fissi, pittorici ovviamente, ma molte idee mi vengono suggerite da altre forme artistiche come il cinema, i fumetti o la musica. Per i contenuti mi ispiro molto al realismo pittorico e al neorealismo cinematografico, cercando di attualizzarne l’espressione tramite la rappresentazione di soggetti presi dalla quotidianità contemporanea. A volte invece, molto semplicemente, vedo una cosa e voglio dipingerla.

Questa tua mostra personale a Palazzo Venezia si intitola “Presenze”. Chi sono queste figure e cosa portano con loro?

Una serie di sette dipinti raffigura gente sulla metropolitana della città di Roma; un altro gruppo rappresenta invece ritratti di singole persone. Con la serie della metropolitana cerco di realizzare un reportage pittorico di “caratteristi” a bordo del più affollato mezzo pubblico che circoli nella capitale. I ritratti invece, sono una sorta di omaggio alla mia generazione, essendo i soggetti tutti miei coetanei, amici e conoscenti.

Credits by: Michele Bellini

Quale è il quadro (non tuo) a cui sei più affezionato? Perché?

Non saprei, ce ne sono molti. Pensandoci però, sono i quadri di mio padre, delle copie d’autore. Ha riprodotto diverse opere di Klimt, Modigliani, Gauguin in dimensioni abbastanza fedeli agli originali. Ricordo che quando mi portò a vedere “Le tre età della donna” di Klimt alla Galleria Nazionale di Roma rimasi deluso, perché conoscevo il dipinto dalla sua copia che seppur differente, per me era il “vero” originale.

Quale è l’aspetto che più ti affascina della pittura?

L’odore. Il profumo dei colori è il primo ricordo che ho della pittura, o per meglio dire è stata una delle prime sensazioni piacevoli che ricordi di aver provato, suscitate dalla pittura. Poi il potere illusionistico nella capacità di rendere visibile, realistica, sia una rappresentazione immaginaria che una mimesi della realtà stessa, mi ha sempre affascinato. (ho detto così nella rec.??)

Di cosa non puoi fare a meno quando dipingi?

Di un’immagine, reale o ideale che sia, da cui nasca la voglia di darne una personale rappresentazione. Credo sia una necessità che accomuna un po’ tutti gli artisti nel campo delle arti visive.

Quale è il miglior consiglio che hai mai ricevuto? Perché?

In assoluto non saprei. Recentemente un professore mi ha detto che quando dipingo non devo pensare, devo dipingere. Consiglio che mi ha fatto ricredere su alcune convinzioni e che metterò presto in pratica, perché spesso cerco di esprimere un pensiero con la pittura e non lascio invece che la pittura stessa suggerisca un pensiero.

Quale è la più grande soddisfazione che la pittura ti regala?

La possibilità di sentirmi realizzato, avendo avuto la fortuna e l’opportunità di fare di una passione dell’infanzia una professione di oggi.

Prossimi progetti?

Quattro tele di medie dimensioni su Roma e su fatti di cronaca internazionali, che ho trovato molto “pittoreschi” e che hanno quindi attirato la mia attenzione.

Per vedere i lavori di Michele Bellini dal vivo l’invito è per il 22 Dicembre a Palazzo Venezia, Roma. Nel frattempo c’è Instagram e Facebook

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