Mariarosaria Stigliano

“Ho iniziato a dipingere quello che vedevo, che respiravo tutti i giorni. La città, le sue strade, le luci che si accendono all’imbrunire, il fermento della vita che corre veloce nei passi delle persone che ti affiancano per un istante e poi si perdono dietro l’angolo.“

Dopo la laurea in giurisprudenza, hai deciso di prenderne una seconda, in pittura, presso l’Accademia di Belle Arti. Cosa ti ha (ri)portato all’arte? C’è una cosa, anche minima, che hai potuto sfruttare del tuo precedente percorso di studio?

La laurea in Legge è stata per la famiglia, la laurea in pittura per dare voce a quello che sono veramente. Sono due percorsi completamente diversi ma forse la laurea in legge mi ha dato la passione per la ricerca che ho poi applicato in un campo completamente diverso come la pittura.

Quali sono i temi che ami più rappresentare e ai quali ti senti più legata?

Amo seguire la corrente, non mi sento legata ad un singolo tema ma ad una suggestione che cambia continuamente.

Molti dei tuoi quadri si ambientano all’interno dei contesti urbani. Come vivi e percepisci questi luoghi? Come spieghi la tua attrazione per questi soggetti?

Ho iniziato a dipingere quello che vedevo, che respiravo tutti i giorni. La città, le sue strade, le luci che si accendono all’imbrunire, il fermento della vita che corre veloce nei passi delle persone che ti affiancano per un istante e poi si perdono dietro l’angolo.

E’ spesso in questi contesti che ricerco l’atmosfera di un momento rubato; un fotogramma che possa suggerire a chi lo osserva qualcosa che gli appartiene ed in cui riconoscersi.

Le figure umane, quando presenti, sono sempre delle ombre che si muovono in un ambiente in qualche modo caotico. Cosa ci dice questo della tua idea del rapporto tra gli individui, le metropoli e il senso di transitorietà?

Le mie figure sono “presenze-assenze” che corrono veloci, non hanno tempo per fermarsi, per farsi guardare o per guardarti. Non hanno identità perchè possano suggerire senza dire, essere senza rappresentare.

"Notturno"
"Giostra"
"Gazometro" 85X110 2018
"Stazione" 110x150cm 2018

Hai elaborato una tecnica particolare per realizzare i tuoi lavori. Da quale processo è venuta fuori? Quanto credi sia importante per un’artista del tuo campo avere una tecnica propria?

La mia tecnica è legata al modo di trattare la superficie pittorica dove spesso asporto e trascino il colore. Il processo che mi ha portato a questo modo di lavorare, con l’uso di materiali come pigmenti, smalti ed olio, è stato progressivo, una ricerca che ogni pittore fa giorno per giorno e che è sempre in continuo divenire. 

Avere una propria tecnica è avere una voce propria, un proprio modo di vedere e di esprimersi che ti rende riconoscibile e nel quale ti riconosci.

Un artista che ti ha influenzato particolarmente? Come?

Ho sempre avuto una passione per Renzo Vespignani, ogni volta che vedo le sue opere, la sua forza espressiva, mi viene voglia di mettermi a disegnare e dipingere.

Una colonna sonora che abbineresti ai tuoi quadri?

Musica rock che poi ascolto sempre quando dipingo.

Un pittore contemporaneo che vuoi segnalarci?

Mi piace molto Aron Wiesenfeld, mi emoziona in ogni sua immagine.

Prossimi progetti ed eventi?

Ho in progetto un simposio all’estero ed alcune mostre in giro per l’Italia ma soprattutto ho in progetto di fare tante nuove opere.

east-side-olio-pigmenti-e-smalti-su-tela-2016
"Eastside"

Credits: Mariarosaria Stigliano

Ecco alcuni contatti per seguire tutti i lavori di Mariarosaria Stigliano:

Website: http://www.mariarosariastigliano.net/news/

Instagram: https://www.instagram.com/mrstigliano/

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