Paolo Pirani

Credits by: Henri Matisse

Caro Matisse, come lo appendo il tuo quadro?

Henri Matisse è considerato con Picasso e Duchamp tra i più influenti pittori della prima parte del 900.
Nel 1961 il MoMa apre una mostra dedicata al grande pittore francese. Peccato che uno dei quadri presentati sia appeso al contrario. Poco male, qualcuno se accorgerà…ma i giorni passano. Dopo 116.000 visitatori e 47 giorni, una appassionata svizzera Genevieve Habert vede che qualcosa non va!

Ecco il quadro: Le Bateau. Una barca a vela blu sospinta su uno sfondo nuvoloso, ed il suo riflesso. (Foto sotto, al contrario e dritta)

Certo, l’opera è molto evocativa, e per esserlo sfrutta la semplicità dei tratti. I curatori della mostra, per lo stesso figlio di Matisse -mercante d’arte presente alla mostra- non notano nulla. Ma Genevieve non ci può credere che il suo amato pittore avesse curato più i dettagli del riflesso che quelli della barca nella parte superiore.

Ritorna altre volte all’esposizione e alla fine acquista anche il catalogo della mostra  che dimostra la sua ragione. Segnala la cosa allo staff e all’ufficio informazioni che però non le danno retta. Lei è caparbia: contatta direttamente il New York Times!

A questo punto si fa avanti il direttore della mostra che ammette l’errore e fa posizionare il quadro in maniera corretta; ma l’evento era ormai terminato! Oggi il quadro fa parte della collezione fissa del MoMa, se andate lo troverete per il verso giusto…

Questa storia cosa ci dice dell’attenzione dello sguardo? E del valore di un’opera che vista al contrario per molti non cambia nulla? E’ ironico che Matisse, l’autore, nel suo testo Guardare la vita con gli occhi di un bambino sull’arte e la creatività scrive “Vedere di per sé è già un atto creativo. Richiede uno sforzo”…

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