Kağan Baştimar

“Sono orgoglioso di dire che scatto tutto con il cellulare. Voglio -e devo- dire che lo faccio perché desidero far passare l’idea che è l’occhio a scattare, mentre il resto è solo un mezzo. Non servono chissà quali marchingegni per fotografare“

Sei turco, ma ti sei trasferito nel Regno Unito. Dove e quando è iniziato il tuo interesse per la fotografia? Come lo vedi svilupparsi?

Stavo migliorando con la mia fotografia, quando, per il mio lavoro, mi sono dovuto trasferire. Mia moglie era molto interessata alla fotografia…all’epoca vivevamo ad Ankara, e fu lei ad introdurmi a questo mondo. Ma, la vera fonte di ispirazione per quanto riguarda la fotografia è il mio fratello maggiore, Serkan. Lui ha un account Instagram dove condivide alcuni suoi scatti…l’idea di poter far lo stesso ha acceso la mia passione per la fotografia.

Al momento sento di essere migliorato molto rispetto agli esordi, ma allo stesso modo mi rendo conto di essere in una fase nella quale mi sto accorgendo che più cose si apprendono riguardo la fotografia, e più ci si sente inadeguati. Per me non c’è di meglio che rimanere un novello e mantenere quella tipica energia di chi è agli inizi. Certo, è necessario conoscere la storia della fotografia e il lavori dei grandi maestri, ma allo stesso tempo è importante anche avere degli occhi “freschi”.

Ti definisci un “wannabe  street mobile photographer”. Perchè senti bisogno di specificare che lavori con il cellulare? Com diresti che questo mezzo ha cambiato la fotografia in sé?

Sono orgoglioso di dire che scatto tutto con il cellulare. Voglio -e devo- dire che lo faccio perché desidero far passare l’idea che è l’occhio a scattare, mentre il resto è solo un mezzo. Non servono chissà quali marchingegni per fotografare. Una cosa che non mi piace è che i fotografi “da mobile” sono caduti nella trappola dell’editing…fino a trasformare un normale ritocco in una vera  propria manipolazione. È anche per questo che sottolineo il fatto che io scatto con il cellulare…perchè spesso le persone non pensano che le mie foto vengano fuori così.

Specialmente quando si parla di street photography, bisogna sempre farsi trovare pronti, nel caso in cui ci si imbatta in una scena che fa al caso nostro. I nostri cellulari li teniamo sempre con noi, e questo quindi aumenta le chance di scattare la foto che vogliamo. Per il lavoro che faccio, passo gran parte del tempo a lavoro, ed è qui che ho scattato alcune delle mie foto preferite…sarebbe strano presentarmi invece con una reflex, mentre con un cellulare nessuno nemmeno si accorge che sto fotografando.

Sono davvero contento che i grandi marchi di telefonia investano tanto sulle fotocamere e supportino chi, come me, fa street photography. Molti artisti famosi del settore, e penso ad esempio a Tavepong Pratoomwong, lavorano a stretto contatto con queste grandi aziende e questo credo sia un segnale di come la fotografia “mobile” stia modificando la fotografia in sé.

La prospettiva, i giochi di luce e di ombre sono il frutto di un’attenta ricerca. In base a cosa scegli le tue scene? 

La cosa divertente è che io fotografo durante le  mie attività quotidiane, anche a lavoro. Non esco con l’unico obiettivo di scattare. Quello che faccio però è di scansionare continuamente l’ambiente circostante per capire se c’è qualcosa di interessante…è una fotografia full-time la mia! Indubbiamente ci sono dei posti migliori di altri, ma non voglio dipendere da questi…dopotutto il bello della street photography è proprio che si può fare ovunque.

Se si guarda alla mia galleria su Instagram, l’elemento ricorrente sono le ombre. La geometria e una buona composizione sono ai miei occhi degli aspetti necessari, e le ombre la ciliegina sulla torta!

Il grande Sam Abell ha detto che “Essentially what photography is is life lit up.” Cosa ne pensi? C’è qualcosa del tuo stile in questa affermazione…come cerchi di realizzarlo?

Non potrei essere più d’accordo. Penso che come fotografi siamo una fonte di luce per l’umanità. Il mondo in cui viviamo è immerso nell’ombra, nessuno lo vede prima che noi “accendiamo” la scena. Come fotografo, devo essere unico per l’immagine che scelgo e come la illumino. All’inizio cercavo di realizzare scatti simili a quelli dei grandi maestri, ma ad oggi, anche se è una foto “facile”, cerco di aggiungervi qualcosa di mio.

L’Apple ha fatto dei featuring con le tue foto…come ti sei sentito?

È stato fantastico. Più persone hanno modo di vedere ed apprezzare il mio lavoro e più sono felice. Inoltre, essere proposto da un brand così importante mi ha certamente dato una maggiore sicurezza nelle mie capacità e mi ha permesso di sognare in grande. Sto provando ad ottenere nuovi featuring con loro e spero di riuscire a farmi commissionare qualche progetto nel futuro. Detto questo, ultimamente  ho vinto il premio della giuria del OPPO See Beyond Creators Awards 2019. Questo è molto più importante, per me, di apparire in un featuring della Apple…

Un artista che ti ha influenzato?

Quando mi fanno questa domanda, penso subito a Ilker Karaman per primo. All’inizio del mio percorso fotografico ero colpito soprattutto dalla sua tecnica e dal suo stile…ma ad oggi ad affascinarmi è la sua personalità. Quando abbiamo occasione di parlarci, mi dice sempre che essere un buon fotografo non è abbastanza…chiunque voglia esserlo profondamente può diventarlo. Però si dovrebbe avere anche una bella personalità…Guardando al settore della street photography oggi, capisco cosa intende, e voglio ringraziarlo nuovamente per aver dato così tanto di sé stesso per migliorare la street photography turca ed essere sempre pronto ad aiutare chiunque ne abbia bisogno.

Oltre ad Ilker, seguo molto da vicino i lavori di: Tavepong Pratoomwong, Gustavo Minas, Jeffrey M Karp, Stuart Paton, Serkan Tekin, Pau Buscato. Iraklis Htakat.

Prossimi progetti?

Sto lavorando ora a due serie che si chiamano “I got your back” e “Line up”. La prima riguarda più il mio lavoro sulle ombre…visto che mi sono accorto della ricorrenza di questo tema nei miei scatti ho deciso di realizzare una serie. “Line up” poi mi emoziona anche di più perchè è un po’ diverso come progetto ed è più centrato sulla composizione. 

Non sono sicuro sia definibile come progetto, ma sto cercando di creare un portfolio da poter mostrare ai vari brand come OPPO e Apple…dopotutto esistono ambasciatori per le case delle macchine fotografiche, perchè non dovrebbero esistere anche per quelle dei cellulari?? Questo è il mio prossimo grande obiettivo!

Credits: Kağan Baştimar

Ecco alcuni contatti per seguire tutti i suoi lavori:

Instagram: https://www.instagram.com/kaganbastimar/

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