John Brosio

“Molti di questi quadri sono un po’ come un terrario, una allegoria di tutto ciò con cui dobbiamo tutti avere a che fare, nel bene e nel male.“

Quale è stato il punto da cui è iniziato il tuo percorso artistico?

Bè, certamente ho sempre avuto l’impulso di disegnare. Desideravo un giorno lavorare nel campo degli effetti speciali -e avevo puntato tutta la mia formazione professionale in quella direzione- ma tutti quelli con cui mi capitava di lavorare, mi dicevano sempre “hey, dovresti provare a creare qualcosa di tuo”. Alla fine, dopo essere stato spinto da mia madre a far qualcosa di quella marea di dipinti che iniziavano ad accumularsi in casa sua, ho partecipato ad un contest artistico e sono stato contattato immediatamente da quella che sarebbe diventata la mia prima galleria.

I tuoi lavori hanno un qualcosa che fa pensare al cinema. Quali sono i film che ti hanno influenzato di più il tuo lavoro?

Ovviamente Star Wars, Godzilla e il Mago di Oz…tutti insomma. Mio padre era vicino al mondo della Hollywood di un tempo, quindi sono cresciuto anche con i film di Errol Flynn e Gary Cooper. Pensa che a un certo punto ho fatto anche un tirocinio alla George Lucas Industrial Light and Magic Company.

In molti tuoi quadri la calma della vita dei sobborghi prosegue inalterata sotto gli attacchi di elementi mostruosi. C’è un messaggio che cerchi di far passare?

Non credo che sia nulla che voglio comunicare in particolare. Semplicemente, è come vedo le cose. Una vita nuova si manifesta contemporaneamente con una morte imminente. Forse quindi molti di questi quadri sono un po’ come un terrario, una allegoria di tutto ciò con cui dobbiamo tutti avere a che fare, nel bene e nel male.

Ci sono molti mostri nei tuoi lavori. Cosa ti attrae di queste figure?

Non lo so con certezza. A volte quando concludo un dipinto senza qualcuno di quei “mostri”, mi sembra che manchi qualcosa. Ad un certo punto nella mia vita volevo fare l’erpetologo e ho un’affinità naturale con i rettili, con come si comportano e come appaiono. Sono animali fantastici.

I contrasti creano nei tuoi lavori una coabitazione tra un mondo realistico e l’immaginazione. L’aspetto concettuale ha molta importanza nei tuoi quadri…quali sono le idee che più ti affascinano?

Un aspetto che mi interessa molto è la cosmologia. Una cosa che gli scienziati stanno iniziando a scoprire è il cosiddetto Principio Olografico. È un’idea che suggerisce la probabilità che il nostro universo possa essere in un certo senso una simulazione. E seppure questa è scienza e non science fiction, i due piani sono molto vicini. È bello accarezzare una prospettiva simile…il mondo “reale” è forse anche esso immaginato. Fantastico!

Nella tua bio ripensi al tuo percorso di studio nel campo artistico. Che consigli daresti ad un giovane sulle scelte di questo tipo?

Il mio consiglio è innanzitutto quello di perseguire il proprio sogno. E se c’è qualcosa che si vuole imparare, cercate un maestro il cui lavoro si accosta a ciò che volete ottenere. È però molto importante continuare a godere del processo stesso, trovando percorsi all’interno dell’arte per amare l’arte stessa e prendere ispirazione da quello che abbiamo intorno. Non bisogna mai fermarsi al “va bene così’” ma dare sempre il meglio di sé. La cosa più importante è riuscire a mantenere la curiosità per ogni cosa.

Un artista che ha particolarmente influenzato il tuo lavoro?

Certamente Wayne Thiebaud, che è stato anche un mio maestro. Utilizzo ancora la sua tavolozza. Ha introdotto i suoi studenti a così tanti altri artisti e allo stesso tempo poteva permettersi di parlare da una posizione molto ambita nel mercato dell’arte…e questo però non gli ha mai dato alla testa. Un uomo incredibile, brillante. Consiglio a tutti di leggere le sue interviste, sulle quali spesso anche io ritorno.

Un artista contemporaneo che vuoi portare alla nostra attenzione?

Justin Mortimer.

I tuoi prossimi progetti?

Ho concluso un evento molto importante l’autunno passato ed ora sto preparando tutto quello che mi serve per i miei nuovi lavori…schizzi, studi, modelli…al momento sono in piena esplorazione!

Credits: John Brosio

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