Arielle

“Il mio lavoro è rendere conscio l’inconscio…ogni cosa che realizzo deriva da delle visioni, da dei sogni, dai viaggi in ciò che è sconosciuto.”

Arielle è una artista visionaria che imposta il suo lavoro come una ricercatrice nei meandri dei sogni, dell’immaginazione e dell’inconscio. Ecco l’intervista realizzata con lei…

Quale è stato il primo lavoro che hai percepito come  la tua prima creazione completata?

Non considero nessuno dei miei quadri come veramente completo perchè è davvero difficile smettere di dipingere e sapere per certo che si è giunti a conclusione. Sento i miei quadri come qualcosa di cristallizzato in un momento che io magari considero  completo…ma può sempre cambiare qualcosa! Mi capita di ritornare su lavori che consideravo terminati un paio di anni prima.

C’è solo un quadro che considero veramente finito, il titolo è “Autoportrait”. Mi ci sono volute sei settimane per crearlo. Ho potuto vedere realizzarsi l’inter percorso personale di ricerca di un livello più profondo di coscienza. Ho iniziato dipingendo le nuvole, il mare e gli altri elementi con i quali mi sento a mio agio. Poi ho aggiunto uno strato “cosmico”…iniziava proprio a sembrare quello che avevo in mente. A questo ho unito i due Nautilus  -un animale che rappresenta il numero perfetto e la perfezione della natura- che si possono vedere all’angolo sinistro e destro. Ma più dipingevo e più mi sentivo sconnessa con il mio quadro…e questo non è mai bene. Ho iniziato a sentire come che non sarei mai stata in grado di completarlo. Mi sono quindi presa un momento per pensare e capire cosa stava succedendo e finalmente ho visto le mie paure: avevo timore di lasciarmi andare completamente. Dovevo portare la mia pittura al passo successivo, aggiungerci la stranezza, la vita, la mia anima a nudo. Allora ho sparato la musica al massimo in modo da farmi avvilupare del tutto, e ogni cosa è diventata chiara. Mi sono finalmente lasciata andare completamente ed ho così aggiunto la figura umana che galleggia, con i colori che esplodono dal suo centro a rappresentare il mio io interiore finalmente collegato alla mia mente ed al mio corpo. Ora credevo di aver finito…ma da come lo vidi guardare da un amico mi resi conto che per lui qualcosa mancava. E allora rieccomi che mi lascio andare ad un impeto creativo…aggiungo linee dorate attorno alle nuvole e ad altri elementi…questo ai miei occhi rappresenta quella sostanza invisibile che ci unisce tutti, di cui tutti siamo costituiti e che ci rende un Uno. Questo quadro è stato un lungo viaggio nella mia mente!

psychic painting
"Autoportrait"
"Cosmic Light"

Era di Richard Wagner, tra gli altri, l’idea che compito dell’arte fosse rendere conscio l’inconscio. Cosa ne pensi? Come cerchi di realizzare questo con i tuoi quadri?

Condivido pienamente questa idea di Wagner. Il mio lavoro è inspirato dai sogni, dal mondo del subconscio e dal cosmo. Credo che i sogni affiorino dall’inconscio e contengano degli indizi su chi realmente siamo. Possiamo utilizzarli per conoscreci meglio ed è quando questo avviene che succede la magia: impariamo a superare le nostre paure, diventiamo più onesti con noi stessi e così il nostro rapporto con gli altri diventa più armonioso. Io personalmente creo proprio per esprimere meglio me stessa ed aiutare gli altri ad entrare in contatto con se stessi e trovare soluzioni per superare le abitudini negative in modo da costruire un mondo più positivamente connesso. Il mio rapporto con l’inconscio è quello di uno che fa surf con il mare: vado sulle onde delle mie riflessionialla ricerca delle forme, dei modi migliori per affrontarle e lasciarmi portare da loro e lasciando quelle che sono inutili mentre sono grata per quelle che mi sospingono in avanti. Faccio molta meditazione cercando di visualizzare gli ostacoli che devo superare per modellare il mio futuro, aprire le porte della mia mente ed accedere alle informazione sulla vita e l’universo. Il mio lavoro è di rendere conscio l’inconscio…ogni cosa che realizzo deriva da delle visioni, da dei sogni, da dei viaggi in ciò che è sconosciuto. Sono aspetti differenti racchiusi nella mia mente che interagiscono l’uno con l’altro, si accrescono a vicenda e poi vengono filtrati dal cuore.

I tuoi lavori ruotano attorno al tema dell’immaginazione, dei sogni e di ciò che è intangibile. Quale è il tuo rapporto con questi elementi?

Come ho detto prima, credo che i sogni siano la chiave per sapere chi siamo veramente. Lo spazio è un tema che utilizzo per rafforzare questa immagine di un mondo nel quale viviamo fatto di connessioni. Facciamo tutti parte dell’universo e poter vedere cose che di solito non vediamo -come le stelle, i pianeti ecc- ci fa porre la domanda sul nostro ruolo nell’universo, ci fa chiedere: noi cosa possiamo dare al mondo?

Avevo un sogno ricorrente quando ero piccola. Era di un uomo su un cavallo bianco che entrava in una caverna nascosta tra le onde del mare. Ogni volta che il sogno si ripeteva l’uomo andava più a fondo nella caverna…era sempre così bella all’interno, con conchiglie, pietre preziose e luci -che sembravano stelle che si riflettevano sui muri. C’era una strana atmosfera nel sogno, a metà tra paura e fascinazione. Non ho mai saputo cosa si nascondesse alla fine della caverna, ma certamente questo sogno mi ispira molto nel mio lavoro.

"Phoenix"
"Ideal"

Utilizzi medium vari (pittura, fotografia, sculture ed installazioni) per realizzare i tuoi lavori. Cosa ti permette un mezzo che non ti permette un altro e viceversa?

Esplorare diversi modi per esprimermi mi permette di creare un intero universo pieno della mia visione personale del mondo. Posso riprodurre i miei sogni in questo modo. Negli ultimi anni ho sentito la necessità di provare molti diversi mezzi…è un po’ come un ragno che fa la sua tela: c’è il centro ma anche una rete tutta attorno che va in direzioni diverse ma sempre orientate verso il centro! È così che immagino il mio essere un artista multidisciplinare. Ogni medium diverso mi permette di esprimere qualcosa di cui ho bisogno per trascendere un certo momento…non mi annoio mai perchè ci sono così tanti modi per creare qualcosa.

Come descriveresti il processo che ti porta a rendere su un piano così materiale come una tela cose inafferrabili come i sogni e l’inconscio?

È un processo facile e difficile allo stesso tempo. In questi momenti la mia mente riesce a materializzare i pensieri nel mondo “reale”…ma devo sempre stare attenta ad allenarmi a non farmi soppraffare dalle pressioni esterne, dai falsi scenari generati dall’ansia e dallo stress. La creatività mi ha aiutato a smettere di essere il l’ombra di me stessa…Un’idea mi può girare per la testa per molto tempo prima che io la metta su tela, quindi quando arrivo al punto di lasciarla affiorare tutto risulta molto semplice perchè in realtà l’ho dipinta già centinaia di volte nella mia mente. L’inghippo è nel fatto che l’idea che ho dipinto interiormente fatica a sopravvivere in questa realtà, quindi la devo un po’ modificare per tradurla su una superficie e renderla comprensible…ed è qui che l’inaspettato e l’incalcolabile vengono in mio aiuto. Mi lascio trasportare dal flow!

Chi è l’artista che secondo te ha meglio rappresentato l’incoscio e il mondo dell’immaginazione? In che modo?

Dalì è certamente uno degli artisti che più mi ispriano per quanto riguarda la rappresentazione dell’inconscio. Dipingeva i suoi sogni e le sue visioni in un modo così libero, disegnando qualsiasi cosa gli venisse in mente….diceva in continuazione che nemmeno comprendeva veramente quello che realizzava. Questa era la bellezza dei suoi quadri.

Un artista che vuoi portare all’attenzione del pubblico?

Alex Coma! È un artista di Montreal che ammiro molto. I suoi quadri aiutano a lasciare andare il proprio ego. Quello che dipinge diventa in un certo senso una guida spirituale che ci fa porre domande sulla nostro rapporto con il mondo conscio ed inconscio.

Cosa utilizzi per dipingere in genere?

Uso colori acrilici generalmente, ma amo anche inserire cose diverse nei miei lavori. Delle volte utilizzo elementi “naturali”…sono un po’ dei piccoli segreti nella tela!

I tuoi prossimi progetti?

Sto lavorando ad una esposizione ispirata all’esperienza di un mese che ho fatto in un eco-villaggio nella giungla. Voglio condividere quello che ne ho preso. Sto organizzando anche un viaggio a Bali…voglio provare a creare in quell’ambiente e vedere cosa farà scattare in me.

Grazie della chiacchierata! Vuoi aggiungere qualcosa?

Grazie per l’interessamento al mio lavoro!

Siamo tutto capaci di creare qualcosa, lasciati andare e liberati dalla tue paure!

Per rimanere aggiornati sul lavoro di Arielle ecco i suoi contatti:

Website: https://www.ariellecote.com/ 

Instagram: https://www.instagram.com/arielle.cote/?hl=en  

Credits to: Arielle

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