Samuele Sestieri

Nell’ultimo film di Andrew Niccol l’occhio umano è ormai completamente fuso con lo schermo

USA 2018
Regia: Andrew Niccol
Cast: Clive Owen, Amanda Seyfried, Colm Feore, Sonya Walger, Mark O’Brien

Disponibile su NEFTLIX

In un futuro non troppo lontano, la tecnologia si è fusa con il corpo umano. Chip impiantati nel cervello consentono una lettura aumentata della realtà, senza bisogno di protesi esterne. Niente schermi o visori, solo occhi digitali: l’intera esistenza viene rintracciata e controllata sulla rete, consentendo agli organi di giustizia di poter assistere ai crimini direttamente dal punto di vista del carnefice o della vittima. Un mondo, quello descritto in Anon, dove la privacy e l’anonimato non possono più esistere: tutto è visto, registrato e poi scaricabile da un enorme database. Un sistema apparentemente perfetto, che però può essere scalfito dalle azioni pirata degli hacker, capaci di manipolare il punto di vista delle persone.

Questo il mondo immaginato da Andrew Niccol, regista e sceneggiatore ossessionato da un presente sempre più virtuale. Come già ai tempi di The Truman Show (di cui scrisse la sceneggiatura), Niccol adotta i generi cinematografici per raccontare il presente. In questo caso si affida a una detection che ricorda molto le distopie touch-screen di Minority Report. Il protagonista è un detective (Clive Owen) che indaga su degli omicidi seriali la cui registrazione è contraffatta da un misterioso hacker. La stessa visione dell’indagatore viene alterata, mettendo in dubbio la sua percezione della realtà: le immagini, ancora una volta, mentono.

Andrew Niccol ha la sorprendente capacità di creare un mondo narrativo ormai fuso con le interfacce digitali. Utilizza una storia ricca di colpi di scena e di fantasmi dal passato. Costruisce il detective come una figura dolente e malinconica, consolata solo dalla revisione dei ricordi col figlio defunto. Nella seconda parte, il ritmo perde di mordente e il film casca troppo nell’analisi teorica di quel mondo. Avviene spesso nei film di Niccol: idee travolgenti per film più modesti. Eppure il suo rimane un cinema affascinante e trasparente, capace di suscitare dilemmi etici da una parte e un po’ di sano divertimento dall’altra.

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