Paolo Pirani

Andrew Studer: “We live in a beautiful world. I capture it”

Andrew Studer è un fotografo americano che si dedica principalmente a lavori che immortalano la natura selvaggia. Dal suo Oregon alle Dolomiti, passando per l’Islanda o l’Estremo Oriente, i suoi viaggi sono sempre con una fotocamera a portata di mano. Ha iniziato anche un progetto video per documentare questa sua ricerca del bello da catturare nel mondo.

Per conoscerlo meglio, ecco l’intervista realizzata con lui. Buona lettura!

Cosa ti ha portato nel mondo della fotografia e dell’arte in generale?

L’arte mi è sempre interessata. Da piccolo mi divertivo molto a disegnare e dipingere. Fin da subito sono stato portato a creare lavori ispirati a paesaggi, animali o altri design o pattern intricati e densi di di dettagli. Oggi, invece della pittura o del disegno, uso la fotografia per soddisfare la mia passione artistica

Sei una grande viaggiatore. Quale è la connessione tra questo aspetto della tua vita e la fotografia?

A dire il vero la mia vera passione è fare dell’arte piuttosto che viaggiare. Chiaramente amo scoprire il mondo, ma mentre viaggio il mio vero scopo è creare. Quando organizzo una spedizione le intenzioni e motivazioni sono quelle di un fotografo piuttosto che quelle di un viaggiatore

Come è cambiata la fotografia paesaggistica dai tempi di Ansel Adams? E come si è modificato il rapporto con la natura selvaggia?

Sicuramente credo che ai tempi di Ansel c’erano molti meno fotografi in giro a realizzare scatti outdoor come i suoi. Oggi possiamo dire tranquillamente che praticamente tutti vogliono essere fotografi o comunque apprezzano la fotografia in qualche modo. É una grande ispirazione per me pensare che Ansel Adams realizzava grandi fotografie in un mondo dove pochi facevano lo stesso, trovando ispirazione e spunti quindi dentro di sé piuttosto che negli altri fotografi.

Quale è il messaggio nei tuoi scatti?

Voglio che le persone guardando i miei lavori entrino in contatto con la natura e le bellezze che la animano. Che sia per l’aurora boreale, una splendida alba sulle montagne, o magari per l’intricato schema che nasce tra le felci e le pulcinelle di mare in Islanda, la terra è veramente luogo straordinario… e io amo fotografarla e condividere quello che vedo.

Che effetto hanno avuto i vari social network sulla fotografia paesaggistica e il rapporto con la natura?

I social media hanno avuto un gigantesco su molti luoghi straordinari nel mondo. Indubbiamente parecchie più persone hanno compreso la bellezza – e quanto questa sia in realtà accessibile – del mondo, spingendo molti a visitare luoghi incredibili. Questo però ha portato con sè il sovraffolamento e il danneggiamento di alcuni luoghi, una cosa dolorosa da vedere.

Quale è il tuo processo creativo? In base a cosa scegli le tue foto?

Ad essere sincero non è che abbia un vero e proprio processo creativo. Catturo immagini che trovo affascinanti e poi le lavoro in modo che siano interessanti e dinamiche.

Sei stato anche in Italia. Ti è piaciuto quello che hai trovato? Pensi di tornare?

Voglio certamente tornare in Italia! Sono stato già molto fortunato  ad aver realizzato due viaggi fotografici sulle Dolomiti e ho amato la cultura, i paesaggi e le esperienze fatte in quella regione così bella.

Il tuo fotografo preferito?

Ultimamente  sono stato ispirato dal fotografo australiano Ray Collins. Il lavoro di Ray si concentra sul paesaggio marino, sul carattere e la struttura delle onde e degli altri elementi acquatici. Molti dei suoi scatti li fa nuotando utilizzando una custodia subacquea…amo il suo lavoro!

Uno tra i consigli migliori che hai ricevuto come fotografo?

Credo che a volte i fotografi passino troppo tempo a preoccuparsi dell’attrezzatura concentrandosi inevitabilmente di meno sul ruolo dell’editing delle immagini. C’è così tanto potenziale in un file RAW quando si utilizza un programma come Lightroom e credo sia importante spendere del tempo sperimentando e lavorando su questo aspetto.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

A breve sarò impegnato in alcuni lavori commerciali…ma veramente non vedo l’ora di tornare in alcuni sperduti villaggi dell’Asia e del Medio Oriente per realizzare qualche photoseries.

Credits by: Andrew Studer

Per altri suoi lavori e scoprire i suoi prossimi progetti c’è la sua pagina Instagram e Facebook

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